Maschere teatro psicosintesi

Dalle Maschere alla Autenticità

– Riflessioni di Psicosintesi

Uno, Nessuno o Centomila? Quante sono le maschere che indossiamo ogni giorno?

Oltre un secolo fa, Pirandello metteva in discussione il senso della nostra identità: non siamo quello che crediamo di essere.
Dentro di noi si aggirano tanti personaggi in cerca di espressione, ma il più delle volte non li riconosciamo o non ce ne curiamo.

“Ciò che conosciamo di noi è solamente una parte, e forse piccolissima, di ciò che siamo a nostra insaputa.”
(Novelle per un anno, Pirandello)

A volte. Però, accade che ci sentiamo in contraddizione con noi stessi.
Perché continuo a comportarmi così? Cosa voglio veramente?

Più siamo dominati dalle nostre parti, più tendiamo a scegliere situazioni di vita di cui non siamo pienamente soddisfatti: scegliamo un lavoro che non ci piace, degli studi che non ci interessano, scegliamo partner che non vanno bene… e così via. Non siamo realmente liberi e tutto ciò che facciamo è condizionato.

Ci sentiamo personaggi intrappolati in un copione già scritto e prigionieri di ripetizioni senza fine. Realizziamo, così, di non essere completamente padroni di noi stessi. Perdiamo il senso della nostra autenticità e non riusciamo a vivere pienamente le nostre esperienze.

Maschere e psicosintesi

In questo caos di parti che albergano dentro di noi, che cosa significa essere autentici? Come possiamo smascherarci e  far vedere il nostro reale volto?

L’etimologia greca del termine Autentico ci riporta al significato di Autore. La parola è composta da Autòs (sé stesso) ed Entòs (in, dentro). Ciò rimanda a qualcosa che emerge da dentro, una sorta di autore interiore che ci aiuta a scegliere i personaggi del palcoscenico della nostra vita. Questo è il nostro Sé, il centro della nostra consapevolezza.

Ogni maschera che indossiamo, in fondo, racconta qualcosa di noi, ogni parte un po’ ci somiglia ma non ci rappresenta del tutto. L’autenticità si trova proprio nel saper utilizzare questa nostra molteplicità interiore, sospendendo il nostro giudizio.

Dobbiamo portare movimento dove c’è stasi: entrare in contatto con le nostre parti, indossare consapevolmente le nostre maschere e sperimentare le diverse possibilità fino a trovare la nostra Verità.

In qualche modo, per poterci ritrovare siamo chiamati a perderci nella nostra molteplicità con uno sguardo consapevole, osservatore e non giudicante.

Attraverso questa sperimentazione consapevole, ognuno di noi diventa libero di scegliere quale maschera indossare, senza mai identificarsi rigidamente con una sola parte di sé, ma dando spazio all’espressione della propria ricchezza interiore.

Per approfondire: Il nostro Teatro Interiore – seminario di Psicosintesi

a cura della Dr.ssa Maria Vittoria Salimbeni

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