Tecniche del Respiro

Non siamo quasi mai coscienti del fatto che stiamo respirando.

Eppure, si può fare a meno per qualche tempo di cibo, bevande, ma non si può fare a meno di respirare: senza respiro non c’è vita.

Le alterazioni della respirazione sono indice della presenza di un blocco psicosomatico, che ha a che fare con le nostre emozioni.

La maggior parte delle persone quando respira usa solo una piccola parte della propria capacità polmonare, respirano nella parte alta del torace. Solitamente respiriamo in modo poco profondo usando molto raramente o quasi per nulla il diaframma e una respirazione addominale.

Il controllo consapevole del respiro
permette di calmare il “rumore” della mente

I benefici di una respirazione diaframmatica e profonda:

  • aumento del flusso di energia vitale;
  • rallentamento del battito cardiaco e della pressione arteriosa;
  • in generale, abbassamento dello stato di attivazione dell’organismo;
  • migliore gestione di stress e ansia;
  • maggiore equilibrio emotivo.

Il Pranayama è la scienza yogica della respirazione, uno dei più antichi sistemi di salute e benessere psicofisico. La parola Pranayama è formata da Prana (respiro, vita, energia, forza) e da Ayama (lunghezza, controllo, espansione). Regolando consapevolmente il nostro respiro, riusciamo ad accumulare più prana (energia vitale) e ad attingere a queste riserve di energia nella nostra vita quotidiana.

PROVIAMO…

Un modo semplice per sperimentare la Respirazione diaframmatica/addominale è distendersi a terra supini:

  • Inspirare: osservare l’addome che si espande e sale
  • Espirare: osservare l’addome che si contrae e scende

Ogni ciclo respiratorio si compone di tre fasi denominate rispettivamente puraka (ispirazione), kumbhaka (ritenzione) e recaka (espirazione).

Possiamo provare una tecnica base: la Respirazione Alternata.

  1. Si chiude con il pollice della mano destra una narice;
  2. si inspira attraverso la narice aperta;
  3. si trattiene il respiro (secondo la scuola Sivananda per un periodo di tempo quattro volte superiore);
  4. si espira dalla narice opposta (secondo la scuola Sivananda per un periodo di tempo doppio rispetto all’inspirazione);
  5. si inspira dalla stessa ultima narice… e così via.

Secondo la tradizione, la respirazione alternata riequilibria i due emisferi cerebrali armonizzando l’intero sistema nervoso.

Il respiro è un atto inconsapevole e automatico. Trasformarlo in un atto consapevole può rivelarsi un grande strumento per il benessere.

a cura della Dr.ssa Maria Vittoria Salimbeni

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