Psicoterapia Psicosintetica …nell’epoca del “tutto e subito”

La psicoterapia come viaggio

Solitamente, una persona inizia una psicoterapia perché vuole essere più felice, un desiderio accomuna tutti gli esseri umani.

In quest’epoca del “tutto e subito, il rischio più grande è quello di voler ottenere la felicità senza troppi sforzi.
Questo tipo di cultura ci porta infatti a desiderare l’evitamento costante della sofferenza, senza considerare che spesso stiamo male proprio perché non ci permettiamo di stare nella sofferenza, negando il nostro dolore.

Si assiste sempre di più alla propaganda di metodi o tecniche siglate, che, come rimedi magici e veloci, dovrebbero ristabilire in pochi incontri (se non addirittura un unico incontro) il nostro benessere.

Se, da una parte, è grande l’interesse per la ricerca, dall’altra parte nella pratica il rischio in cui ci imbattiamo è che la psicoterapia (o, più in generale, prendersi cura del mondo interiore) si trasformi in un pacchetto di trattamento preconfezionato, in cui si ci dimentica di ascoltare i bisogni della persona che abbiamo difronte.

Ognuno ha un bisogno unico ed è in questa sfera di unicità che troverà il suo percorso di guarigione.

Recuperiamo, quindi, il significato più autentico della parola Psicoterapia, dalle sue origini greche che ne evidenziano una matrice più esistenziale e umanistica: psichè (anima, soffio vitale) e therapeia (cura) – una cura dell’anima.

La psicoterapia è un viaggio in cui, un sintomo può essere una porta di ingresso ad un cammino verso il cambiamento. Non si tratta solo di “curare i sintomi”, ma di comprenderli e integrarne il significato più profondo nel proprio percorso di vita.

In un’ottica psicosintetica, un disagio o disturbo psicologico (sintomi, conflitti interiori, crisi…) viene accolto ed ascoltato in quanto prezioso segnale di qualcosa che non va all’interno del più generale percorso di crescita individuale. Quindi, la sofferenza può essere una grande opportunità evolutiva se è compresa e poi attivamente trasformata.

La sofferenza ci indica una strada di guarigione.

Noi dobbiamo rendere la sofferenza costruttiva e non distruttiva, incominciando appunto con l’accettazione della sofferenza, non passiva e remissiva, ma basata sulla comprensione della funzione della sofferenza, che è inevitabile nei periodi di evoluzione.
Assagioli – Psicosintesi e Psicoterapia  Lez.1965


Come si applica questo nella pratica di psicoterapia?

Quando una persona arriva ad una seduta, riporta direttamente o indirettamente il bisogno essenziale di essere ascoltata. Il disagio e la sofferenza hanno bisogno di uno spazio in cui esprimersi, essere accolti e compresi nel loro significato più profondo.

Ma questo non basta, il disagio è parte di un intero essere umano che porta con sé aspetti sani e grandi potenzialità da esplorare.
Ogni individuo è unico e ogni psicoterapia è unica.

Come psicoterapeuta, mi capita spesso di provare un senso di meraviglia per la bellezza e la forza che i pazienti rivelano durante il loro percorso, quando ri-entrano in una connessione profonda con se stessi. Per arrivare questo è necessario stare in ascolto di se stessi e darsi il tempo necessario per elaborare e integrare ogni nuova consapevolezza.

Nell’elaborazione della sofferenza, terapeuta e paziente insieme arrivano alla comprensione delle ferite psicologiche che in passato hanno inciso sul processo di crescita, creando difese e aspetti di personalità più rigidi e poco utili nella vita attuale.

La psicoterapia non cancella le ferite interiori, ma aiuta a liberarsi da quanto queste ci condizionano nella nostra vita bloccandoci nella nostra evoluzione e nella nostra crescita.

Lo psicoterapeuta psicosintetista si propone come una guida temporanea nel momento di crisi per agevolare l’individuale processo di evoluzione e crescita, aiutando la persona ad agire su specifici blocchi emotivi.

In questo processo, la Psicosintesi offre e integra molte tecniche, ma essenzialmente, il fattore più importante è la Qualità della Relazione Terapeutica.

Attraverso il sottile filo della Relazione, si attiva il riconoscimento dell’altro, dei suoi bisogni, delle sue ferite, delle sue qualità, della sua anima che cerca una espressione nel mondo. Per far si che la Relazione Terapeutica funzioni, il terapeuta psicosintetista si mette in gioco come persona, con trasparenza e onestà interiore, attivando le proprie qualità umane.

Così per ogni crisi si tratta di andare oltre, ma prima di tutto di accettare la crisi stessa; di vederne la funzione e il valore.
Assagioli – Psicosintesi e Psicoterapia  Lez.1965


Che cosa significa Guarire?

In ottica psicosintetica il concetto “guarigione” ha diverse sfumature e significati, ma è innanzitutto un processo dinamico, un percorso in cui è necessario attraversare la sofferenza per poter andare oltre e rinascere.

La guarigione è un continuo tendere al benessere e all’armonia, comprendendo quindi tutto il percorso della nostra esistenza. Durante il cammino, si acquisiscono gradualmente nuovi strumenti per integrare aspetti di sé in una personalità più matura e armoniosa.

La psicoterapia si pone come guida in una parte di questo percorso di vita fino a quando la persona, rafforzata nelle sue risorse e più consapevole di se stessa, sarà capace di andare avanti da sola, continuando autonomamente il suo processo di guarigione.
La persona diventa in grado di prendersi cura di sé.

Continua a Leggere… Psicoterapia Psicosintetica: caratteristiche principali

A cura della Dr.ssa Maria Vittoria Salimbeni

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