Tango-Terapia

Tra le varie metodologie nate in questi ultimi anni nell’ambito della Tango Terapia, si evidenzia quella del medico psichiatra e psicoanalista argentino Dr. Federico Trossero, che da anni applica il suo metodo nel campo della “Medicina Integrata”, come aiuto nei percorsi di riabilitazione da patologie invalidanti come il Morbo di Parkinson, il tumore, l’Alzheimer… e anche in casi di specifico Disagio Psichico, come schizofrenia, attacchi di panico, disturbo ossessivo-compulsivo, fobie sociali.

La Tango Terapia viene proposta dal Dr. Trossero quale tecnica terapeutica catalizzatrice dello sviluppo personale.

UN METODO INTEGRATO E OLISTICO

All’interno del metodo Trossero, ho integrato specifiche pratiche di consapevolezza della Psicosintesi e tecniche corporee ed energetiche, creando un approccio integrato e olistico di Tango-Terapia.

Con il termine Terapia, intendo una cura globale dell’essere umano, che comprenda tutta la sua complessità: esplorazione dei blocchi somatici, consapevolezza delle emozioni, coscienza dei propri automatismi mentali, capacità di instaurare relazioni positive, aspetti transpersonali che riguardano l’essenza più profonda del proprio essere.

Ma quali gli aspetti del Tango possono diventare Terapeutici?

La Presenza

Tutti i movimenti del tango richiedono presenza e consapevolezza, ricordando così una sorta di pratica meditativa, come nella camminata, in cui un atto abitudinario si trasforma in un accurato atto di volontà non automatico che demarca il proprio esserci nello spazio.

Il modo di camminare denota le caratteristiche di un individuo, il carattere bioenergetico, il modo di esprimersi nel mondo: qualcuno non tiene i piedi ben saldi a terra, qualcuno perde l’equilibrio ed il proprio baricentro o asse, qualcuno è troppo rigido. Il movimento esprime ciò che si è nella vita e, attraverso la danza è possibile prenderne consapevolezza e avviare una trasformazione a partire dal corpo.

La presenza permette di mettersi in ascolto di se stesso e dell’altro, in un contatto globale (uditivo, cinetico, energetico, emozionale) fino a raggiungere una sinergia che permetta di lasciarsi andare al movimento.

La Relazione

Il tango è relazione poiché obbliga a stare con l’altro e, di conseguenza a stare con con se stessi. L’abbraccio mette nella condizione di stare a stretto contatto con l’altro per tutta la durata del tango: per questo motivo deve essere un abbraccio comodo per entrambi, in cui si deve ricercare quel giusto equilibrio in cui si sta bene insieme.

Qui sono evidenti le implicazioni dal punto di vista della relazione di coppia: il tango è una via di accesso, semplice e diretta (proprio perché corporea), alla propria interiorità, rivelando le dinamiche individuali all’interno del rapporto con l’altro.

L’incontro tra due individui, in realtà è un incontro tra più parti dell’uno e dell’altro, che possono accordarsi o scontrarsi nel contatto.

In questo gioco delle parti, assume grande importanza la dinamica tra maschile e femminile: l’uomo ha la responsabilità di condurre (ascoltare, dirigere, fare attenzione all’ambiente circostante); la donna si abbandona alla fiducia (ascolta, chiude gli occhi e segue).

In realtà il ruolo della donna è molto attivo: seguire non significa soltanto lasciarsi trasportare, ma avere un proprio asse e dei confini solidi che permettano all’altro di sentirne la presenza.

Ballare il tango significa trovare un giusto equilibrio interiore tra la capacità di relazionarsi all’altro ed il mantenimento della propria unicità. Si tratta di realizzare un Noi condiviso, in cui ciascun Io è autonomo.

L’Abbraccio

L’abbraccio è un luogo di intimità, in cui il contatto avviene in primo luogo attraverso la pelle, in uno sfiorarsi reciproco che suscita determinate emozioni che rievocano indubbiamente le esperienze antiche della relazione primaria di accudimento.

L’abbraccio è come un utero materno, in cui si può fare esperienza di diversi tipi di maternità ed emozioni. L’aspetto più terapeutico del tango si realizza nell’abbraccio che contiene, permette un reale ascolto dell’altro, fa sentire riconosciuti ed accettati, in uno scambio di emozioni reciproco.

Il principale beneficio a livello fisiologico è stato rilevato nell’abbassamento dell’ormone dello stress, il cortisolo. 

Alcuni studi (Grewen et al., 2005) dimostrano che ciò avviene in quanto, l’abbraccio intenso provoca una secrezione da parte della neuroipofisi dell’ossitocina, la quale fa scendere i livelli di CRH (Corticotropin-releasing hormone) inducendo una sensazione di tranquillità e benessere, con un abbassamento del livello di attivazione fisiologica.

Il Tango, quindi, può diventare uno strumento terapeutico per conoscersi meglio, lavorare sui propri blocchi psicologici e migliorare la propria vita di relazione.

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